A Gubbio Coppa Scuderia alla Speed Motor

In casa il sodalizio ha avito molte soddisfazioni con il successo tra le squadre e l'assegnazione del Trofeo Rampini ad Alcidi, primo degli umbri, ma anche qualche marezza per l'uscita di scena di alcuni protagonisti
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La conquista della coppa per scuderie nella gara di casa gratifica la Speed Motor in una 53esima edizione del trofeo “Luigi Fagioli”, ottavo appuntamento del campionato italiano di velocità in montagna 2018, che ha riservato anche diverse amarezze con i due piloti di punta, Michele Fattorini e Marco Sbrollini, finiti clamorosamente fuori gioco durante la gara.

Il trofeo è pertanto frutto del quarto posto assoluto di un Angelo Marino in decisa crescita, del decimo di Sergio Farris e del 16esimo di Alessandro Alcidi. È la terza coppa per scuderie che la Speed Motor si aggiudica nella gara di casa e sembra divenuta quasi una tradizione il fatto che ciò avvenga negli anni “pari”: in precedenza, infatti, era successo nel 2014 e nel 2016. Vediamo come sono andate le cose fra le vetture sport.

Il ragguardevole tempo di 1’34”46 stabilito in mattinata da Michele Fattorini con l’Osella Fa 30 Zytek, secondo assoluto a 67 centesimi dal trionfatore Omar Magliona, era stato il miglior viatico per una sfida pomeridiana che si preannunciava davvero esaltante, ma fin dalle battute iniziali di gara 2 il 28enne di Porano aveva intuito che qualcosa non andava e il ritiro a metà percorso è stato consequenziale. “Purtroppo – ha dichiarato Fattorini – già allo start non riuscivo a trovare le marce e i problemi elettrici al cambio mi hanno rovinato una domenica iniziata davvero bene, perché nei confronti di Magliona avevo perso 9 decimi al primo intermedio, poi ero riuscito a recuperare e ad andare più forte nel prosieguo, contenendo il ritardo a meno di 7”. Il migliore della Speed Motor è pertanto Angelo Marino con la Lola B99/50, quarto assoluto (e secondo in E2-SS) grazie a una escalation di prestazioni davvero interessante, che gli ha permesso di limare ben 7” dalla prima prova all’ultima salita: 1’38”23 in gara 1 e 1’37”34 in gara 2 per il 31enne salernitano assistito dal team Dalmazia, efficace nell’allungamento dei rapporti del cambio. “Bilancio più che buono nella mia prima partecipazione a Gubbio con la Lola – queste le parole di Marino – anche se vi sono margini di miglioramento da sfruttare. Sono comunque contento, perché io e lo staff riusciamo sempre più a capire cosa “chiede” la macchina”. Nella classe 2000, il bravo tuderte Damiano Manni è primo per somma di tempi con la sua F3 Mygale M09: il duello con Samuele Cassibba è stato risolto in gara 1, con l’1’47”96 inferiore di 3”80 al tempo impiegato dalla Formula Tatuus del siciliano, che in gara 2 ha rosicchiato solo 1”75, nonostante anche Manni abbia leggermente fatto meglio (1’47”92).

Terzo posto nella stessa classe per il redivivo eugubino Luca Bazzucchi al volante della Formula Renault, che era quarto dopo la prima salita con un tempo senza dubbio alto, ovvero 2’06”66, determinato da problemi al filtro del serbatoio della benzina, ma in gara 2 è stato autore di un eccellente 1’49”83 che gli ha permesso di sopravanzare Graziano Buttoletti su Dallara F310. In E2-SC, il sardo Sergio Farris su Osella Pa 2000 Evo vince la classe 2500 facendo fermare il cronometro a 1’44”16 e 1’42”42 (consistente il miglioramento in gara 2) e agguanta l’ultima posizione utile per entrare nella top ten. “L’auto ha risposto alla perfezione – ha sottolineato Farris – e il team è stato impeccabile nel metterla a punto. Peraltro, ho pure abbassato di 3” il record di classe detenuto da Adriano Zerla, che resisteva dal 2009. Certamente, debbo riprendere confidenza con il volante e con le gare, perché ero rimasto a lungo fermo”.

Nella classe 1000, l’Osella Pa 21 Jrb di Alessandro Alcidi è terza dietro a quelle di Ivan Pezzolla e di Achille Lombardi, anche se il 30enne tuderte ha retto molto bene il confronto con i due più quotati avversari, facendo registrare un 1’46”95 e un 1’47”61 di tutto rispetto. Il tempo complessivo di 3’34”56 gli vale anche la conquista del trofeo intitolato a Mauro Rampini, il pilota di Gubbio scomparso qualche giorno fa e riservato al migliore fra i piloti umbri al trofeo “Luigi Fagioli”. E allora, microfono anche ad Alcidi: “Sono personalmente soddisfatto, anche se mi dispiace per Michele Fattorini, che aveva disputato una gara 1 ad altissimo livello. Senza quel ritiro, la palma del più veloce fra gli umbri sarebbe stata la sua. Da quando corro con l’Osellina, è stata per me la seconda prestazione in assoluto e a realizzare 1’46” ci avrei messo la firma quando sono partito da casa”. Nella classe 1400, Filippo Ferretti su Radical Sr4 divide i punti di campionato con Giuseppe Torrente (Radical Prosport), che lo precede nella classifica aggregata della classe 1400. Sotto di 89 centesimi in gara 1 con il suo 1’53”06), il 21enne orvietano ne recupera soltanto 55 in gara 2 e quindi finisce secondo per 34. Nel gruppo CN, infine, Adolfo Bottura con la Ligier Js 51 migliora il suo sesto posto di gara 1 con il quinto tempo in gara 2, ma lo mantiene nel computo totale in favore di Ettore Bassi. Il trentino è salito dapprima in 1’54”32 e poi in 1’53”06, anche se i quasi 3 secondi di vantaggio del mattino hanno permesso al noto attore di rimanere davanti a lui.

 

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Battaglia era preannunciata e battaglia è stata più che mai nella classe 1600 del gruppo N per Vincenzo Ottaviani su Citroen Saxo: una vittoria di gara per parte con il grande rivale per la conquista della coppa di classe, il lucano Rocco Errichetti, al volante della stessa auto; al mattino, 2’12”61 per Ottaviani e 2’12”73 per Errichetti, che nel pomeriggio è stato più veloce per soli 3 centesimi (2’12”84 contro 2’12”87), per cui alla fine Ottaviani l’ha spuntata con un margine di 9 centesimi. Più equilbrio di così… e sfida sempre più avvincente fra i due. “Soddisfazione e amarezza nello stesso tempo – ha commentato Ottaviani – perché se da una parte ho stabilito il nuovo primato assoluto di classe in gara 1, dall’altra tutto il lavoro del week-end è stato vanificato da quei tre centesimi di ritardo in gara 2. Errichetti ed io ci siamo quindi presi gli stessi punti e la situazione in classifica è rimasta immutata: con un bottino pieno, avrei recuperato 5 punti. Per il resto, auto ok grazie anche a Marco Sbrollini e al “set up” volante che abbiamo effettuato”.

Podio soltanto sfiorato in Racing Start, invece, per Riccardo Urbani su Mini Cooper S: alle spalle di Antonio Scappa e Oronzo Montanaro si è inserito Lorenzo Mansueto con la performance in gara 1. Riccardo Urbani aveva fatto registrare 2’12”87, tempo superiore di 1”24 a quello di Mansueto, poi in gara 2 si è classificato terzo in 2’09”97, ma Mansueto ha contenuto il distacco a mezzo secondo esatto e nella somma di tempi è rimasto avanti per 74 centesimi. Quinto (i responsi di gruppo sono anche quelli della classe 1.6 delle turbo) è il veterano Gianni Urbani, padre di Riccardo, sempre su Mini Cooper: 2’13”35 e 2’12”50 i verdetti del cronometro. Nella Racing Start Plus, impresa dell’altro pilota locale della Speed Motor, Paolo Biccheri su Renault Clio Cup, che ha vinto la classe 2.0 con gli eccellenti tempi - in fotocopia pressochè perfetta - di 2’09”85 e 2’09”62, per un totale di 4’19”47. Pronto ad agguantare il podio di gruppo dopo i ritiri di Salvatore D’Amico e di Giacomo Liuzzi, Biccheri sale sul podio assoluto di raggruppamento con il terzo posto finale - dietro le Mini Cooper di Francesco Savoia e Gianni Loffredo – ed è primo fra le vetture aspirate, anche se questo titolo ha un valore meramente platonico. “Dopo un anno di inattività – ha ricordato Biccheri – tutto avrei pensato, fuorchè di abbassare il mio personale di oltre 2”.

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La macchina è perfetta, così come gli assetti”. Fuori dal podio di classe 2.0 gli altri tre della Speed Motor che correvano con la Bmw 318 della Racing Series: quinto è Federico Lilli (2’20”96 e 2’19”01), sesto il presidente della scuderia, Tiziano Brunetti (2’21”39 e 2’20”10, con un netto miglioramento rispetto alle prove) e settimo Paolo Bianconi (2’31”67 e 2’24”50), che può archiviare positivamente l’esordio assoluto in una cronoscalata. Nonostante l’eccezionale recupero, Lodovico Manni non riesce a salire sul podio del gruppo Produzione di Serie con la sua Renault Clio Williams, penalizzata da una frizione “scivolosa”: settimo al termine di gara 1 in 2’29”31, Manni ha abbassato di oltre 7 secondi la sua prestazione in gara 2 (2’22”23) ed è finito quarto, comunque staccato dal terzo. Come gustosa consolazione, per lui c’è il primo posto nella classe 2000. Bilancio finale del trofeo “Luigi Fagioli” affidato al presidente della Speed Motor, Tiziano Brunetti: “La coppa per scuderie qui a Gubbio ha un sapore tutto suo – ha precisato – ma siamo tutti dispiaciuti per Michele Fattorini e per Marco Sbrollini, battuti solo ed esclusivamente dalla sfortuna. Sono certo che si riscatteranno quanto prima, perché si tratta di due piloti di alto livello. Agli altri faccio i miei complimenti: a chi ha contribuito a far vincere la coppa, a chi ha dominato le classi, a chi ha ottenuto i tanti piazzamenti d’onore e all’intera squadra, che ha rappresentato al meglio l’immagine del nostro team”.  

Sfortuna senza fine, quest’anno, per Marco Sbrollini: sistemata la centralina del cambio nelle prove ufficiali con un ottimo tempo (sotto i 2 minuti) nella seconda sessione, il 41enne portacolori della Speed Motor è stato tradito dalla rottura del motore nuovo della sua Lancia Delta Evo nella gara 1 del 53esimo trofeo “Luigi Fagioli” - ottava tappa del campionato italiano di velocità in montagna 2018 - all’altezza della curva della della “Scola”, poco dopo metà dei 4150 metri del tracciato. La sua avventura è pertanto finita qui: una vera e propria beffa nell’appuntamento di casa per la scuderia di Gubbio e conferma del titolo in E1 Italia che per Sbrollini sta diventando sempre più difficile, a seguito dei tanti imprevisti che lo hanno più volte messo fuori gioco.